mercoledì 15 gennaio 2014

Una notte a Parigi per innamorarsi

"A prescindere da quanto sono spesse le mura che ci costruiamo intorno, se di tanto in tanto non lasciamo entrare gli altri quelle mura crollano e ci ritroviamo soli ."


Di Juliette Sobanet
Newton Compton Editori

Una grande delusione d'amore, il viaggio, Parigi, vino e cioccolata.
 In teoria "Una notte a Parigi per innamorarsi"di Juliette Sobanet avrebbe dovuto avere tutte le carte in regola per essere un libro piacevole e divertente. In realtà sin da subito non è entrato nelle mie corde, pur lasciandomi spunti di riflessione. La storia è molto semplice e penso possa essere facile immedesimarsi nella ragazza ingannata dal grande amore.
La protagonista, Charlotte, scopre di essere stata tradita dal suo fidanzato proprio poco prima di partire con lui per Parigi, nella capitale francese ad aspettarla c'è un corso nella prestigiosa università Sorbona. Mentre il fedifrago non metterà mai piede all'ombra della Tour Eiffel, lei deciderà di partire comunque. La delusione d'amore alimenterà la sua voglia di ragionare e di comportarsi come un uomo; lungi da lei le complicazioni sentimentali, annoterà su un blog le sue "regole" di vita. 
Perché non mi è piaciuto? Perché non l'ho trovato divertente, la scrittura a mio parere non è scorrevole e i personaggi non mi sono entrati nel cuore. E quando la scrittrice cerca di essere simpatica, ad esempio scherzando sull'abbigliamento dei ragazzi francesi, non riesce a strapparmi un sorriso.
I rapporti fra i personaggi sono abbastanza disastrosi. L'amore o è deluso, oppure non viene preso in considerazione. L'amicizia che la protagonista instaura con le persone conosciute a Parigi rimane, nonostante tutto, su un piano molto superficiale, e quella con gli affetti in patria, forse per la distanza, è fredda e poco comunicativa. Anche con  la famiglia la lontananza che li separa non è solo quella fra due continenti diversi, ma sul piano emotivo sembra essere infinita.
Parigi resta sullo sfondo, quando l'ambientazione poteva essere la seconda protagonista del libro, la città dell'amore regala talmente tanti scorci che mi sarebbe piaciuta un po' più in primo piano. Peccato.
Cosa mi è piaciuto? Alcuni spunti sono carini e il libro tutto sommato si fa leggere.
L'ardua sentenza a voi.

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